Il Monastero di S. Modesto in Benevento

Il monastero di S. Modesto in Benevento dovrebbe la sua origine a Gregorio Magno. Vuole infatti la leggenda tramandataci da una Passio di S. Modesto, contenuta in un manoscritto beneventano, che il Diacono Gregorio, inviato a Bisanzio quale apricario presso l’imperatore Tiberio II, transitando per Benevento, sostasse nel monastero di S. Maria ad Olivolam, fuori le mura della città e si meravigliasse, fino allo sdegno, per l’eccessive manifestazioni di riguardo cui erano oggetto da parte di quei religiosi le suore del vicino monastero di S. Nazzaro martire; al ritorno in Roma, circa il 585, proponesse al pontefice e ne ottenesse l’indipendenza di S. Maria ad Olivolam da S. Nazzaro, il quale monastero non avrebbe accolto nuove pretese e, con l’estinguersi della comunità rimasta, sarebbe appartenuto in perpetuo a S. Maria ad Olivolam.

La devoluzione si sarebbe verificata prima del 591, quando Gregorio essendo ormai papa, avrebbe esaudito le preghiere del duca Arechi I e dei monaci di S. Maria ad Olivolam concedendo le reliquie del martire Modesto, che il 3 luglio di quell’anno, dopo la solenne traslazione da Roma a Benevento, sarebbero state tumulate provvidamente nel monastero fintanto che, per onorarla, non fosse innalzato un più degno tempio.

Durante il governo del duca Grimaldo  I, il 2 ottobre in presenza del vescovo Ildebrando, il corpo del martire sarebbe stato deposto solennemente sotto l’altare a lui dedicato. Lo stesso Grimaldo I avrebbe dato alla nuova chiesa e al monastero a maggior decoro di questo proponendo come abate della comunità lo zio paterno Bentegrado o Bertegrado.

Nel Liber memorialis del Monastero di Reichenau, in una nota a margine, è registrato un elenco di persone da commemorare durante la messa: era un elenco di monaci del Monastero di S. Modesto di Benevento. L’abate Pietro è citato nell’876, anno che indica anche il terminus ante quem della distruzione del monastero da parte dei Saraceni. E’ probabile che l’abbazia di S. Modesto fu saccheggiata durante una delle scorrerie di Sawdan, emiro arabo, tra l’857 e l’802 circa. Nella lista del Liber memorialis è citato anche un certo Fluduimus magister scholae che concretizzerebbe l’esistenza di una scuola monastica in S. Modesto, divenuta una potente e ricchissima abbazia.
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