La scrittura beneventana: Montecassino e Benevento

Come abbia avuto origine la scrittura beneventana è ancora poco chiaro: alcuni studiosi hanno ritenuto che proprio dalla precarolina del tipo di Nonantola partì lo scrittorio cassinese per la lunga elaborazione – dall’VIII secolo al X secolo – di quella minuscola libraria ricca di legature che successivamente viene definita come scrittura beneventana; al  contrario, in studi più recenti, si è ipotizzato che sant’Anselmo, durante il soggiorno a Montecassino, abbia fatto incetta di codici cassinesi per la sua abbazia di Nonantola, determinando, così, un’influenza decisiva sulla precarolina in uso nell’abbazia grazie all’esempio cassinese.

Questa scrittura fu definita come beneventana fin dal XIV secolo, si scartarono denominazioni come quella di scrittura longobarda, perché facilmente ed erroneamente riferibile al regno longobardo dell’Italia settentrionale, o come quella di longobarda-cassinese, perché poco comprensiva, perché se Montecassino fu il centro della sua formazione, il suo influsso si estese a tutti gli scriptoria dell’Italia meridionale, territorio che per lungo tempo aveva trovato la sua unità politica e culturale nel principato longobardo di Benevento.

Le aree di maggior diffusione della scrittura beneventana furono: il basso Lazio, la Campania, la Puglia  e la Dalmazia. Qui si diffuse molto rapidamente giungendo fino alla stessa Zagabria e venne utilizzata come libraria soprattutto nei secoli X e XII.

Nell’Italia meridionale la scrittura beneventana fu utilizzata anche al di fuori dei monasteri, perdendo però i contrasti tra tratti forti e tratti sottili, cosa che induce a parlare di un tracciato corsivo o semicorsivo della beneventana. 

Il paleografo inglese Elias A. Loew, nel 1914, nel tracciare le linee principali dell’evolversi della scrittura cassinese – longobarda, denominò beneventana questa scrittura scorgendoci una linea di evoluzione con caratteristiche proprie. E’ lo stesso Leow a tracciarne le linee dell’evoluzione morfologica e a riconoscerne 4 periodi che, tuttavia, sono stati rivisti da Guglielmo Cavallo per l’introduzione di nuovi elementi paleografici. Sostanzialmente, la suddivisione del Leow resta invariata nella periodizzazione, ma la canonizzazione della beneventana è stata anticipata di un secolo ed è stata rilevata la formazione due tipizzazioni:

1° periodo di formazione dall’VIII all’inizio del X secolo;

2° periodo di canonizzazione, dalla prima metà del X secolo;

3° periodo della differenza degli stili, quello cassinese e quello barese, XI secolo;

4° periodo di declino, fine del XII fino al XIII secolo.

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