Benevento centro imperiale di Ludovico II (866-871)

L’imperatore Ludovico II, chiamato da Adelchi di Benevento, da Landolfo di Capua, da Guaiferio di Salerno e dall’abate Bertario di Montecassino, scende nell’866 con la ferma intenzione di cacciare dall’Italia “gli empi Agareni” e di riaffermare la sua autorità nel Mezzogiorno. Occupate Capua, Isernia, Alife e Telese nel dicembre 866, entra in Benevento, insieme con l’imperatrice Angelberga e con sua figlia Ermengarda, accolti dal principe Adelchi. Il suo soggiorno in Benevento dura fino all’871.

Ludovico e il principe Adelchi (853-878), intanto, pongono l’assedio a Bari: la città cade nelle loro mani il 3 febbraio dell’871. I cronisti narrano che, dall’alto della torre della città, Sawdan invocasse a gran voce Adelchi per avere salva la vita, promettendogli la restituzione della figlia che egli teneva in ostaggio; per questo motivo Adelchi lo avrebbe salvato conducendolo prigioniero a Benevento. La città di Benevento diventa così un vero centro imperiale e il ruolo e l’autorità del principe Adelchi passarono in secondo ordine.

I Franchi cominciarono a far sentire il proprio peso sui loro amici beneventani trattandoli con arroganza e con soprusi. L’imperatrice Angelperga sembra che abbia consigliato al marito di detronizzare il principe Adelchi. L’amicizia tra la corte imperiale e quella locale lentamente si trasforma in sospetto e intorbida gelosia. Nella città si respira aria di rivolta. La cosa viene favorita non solo dal malcontento che serpeggia fra la gente, ma anche dalle vicine corti di Napoli, di Salerno e di Spoleto e, forse anche di Bisanzio: tutti un po’ gelosi del dominio franco, Adelchi esita.

I cronisti affermano che egli stesso si recò nel carcere, dove era rinchiuso Sawdan, per chiedergli se convenisse o meno agire contro l’imperatore. Sawdan gli avrebbe consigliato di agire subito, prima che la cospirazione antimperiale venisse scoperta. Adelchi non esita più e scoppia la rivolta. Siamo al 13 maggio dell’871. I Franchi dispersi e divisi sono colti alla sprovvista e sopraffatti. La città è tutta unita attorno al suo principe. Ludovico, sorpreso nel suo palazzo si rifugia nella torre più alta e lì con l’imperatrice, con la figlia e con alcuni fedeli, resiste per tre giorni; poi si consegna prigioniero nelle mani del principe beneventano Adelchi.

Nessuno aveva osato quel che avevano osato i Beneventani: dal tempo di Valeriano nel 260 d. C., fatto prigioniero da Sàpore di Persia, che non avveniva un fatto simile.

La prigionia di Ludovico dura circa 40 giorni, dal 13 agosto al 17 settembre dell’871. Viene liberato solo dopo la promessa di non tornare mai più a Benevento.

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