L’emiro Sawdan, uomo saggio e scelleratissimo

L’ultimo emiro di Bari fu Sawdan, che salì al potere intorno all’857, dopo che il suo predecessore Mufarraj era stato ucciso. Egli invase i territori longobardi del Principato di Benevento, obbligando Adelchi a pagargli un tributo. A metà dell’860, un monaco franco, di nome Bernardo, e due suoi compagni di viaggio si fermarono a Bari per raggiungere in pellegrinaggio Gerusalemme. Essi ottennero lettere di salvacondotto per poter attraversare senza fastidi le aree islamiche dell’Egitto e della Palestina. Secondo l’Itinerarium Bernardi, Bernardo testimonia quanto accadutogli a Bari che cadde successivamente nelle mani dei Beneventani.

La cronaca ebraica nota col nome di Cronaca di Ahimaaz registra il fatto che Sawdan avrebbe governato saggiamente la cittadina pugliese e che sarebbe stato in ottime relazioni con l’eminente studioso ebreo Abu Aaron. Cronache monastiche cristiane, tuttavia, danno un diverso giudizio dell’emiro: pessimo e scelleratissimo. Le incursioni musulmane contro i cristiani non cessarono durante il governo di Sawdan. Vi sono testimonianze tuttavia dell’alto livello culturale raggiunto da Bari durante quella breve dominazione. L’emirato di Bari era sviluppato dal punto di vista economico e attivo per il traffico di schiavi.

Nel 865 Ludovico II emise un capitolare che chiamava al combattimento i guerrieri del Nord Italia perché si radunassero a Lucera nella primavera dell’866 per condurre un assalto contro Bari. Non si sa dalle fonti dell’epoca se questa compagine avesse in effetti marciato su Bari, ma nell’estate di quell’anno l’Imperatore effettuò un giro in Campania con l’Imperatrice Angelberga e ricevette un’urgente richiesta d’aiuto dal principe longobardo Adelchi di Benevento, da Guaiferio di Salerno e da Landolfo II di Capua per condurre un nuovo attacco congiunto contro Bari.

Non fu però prima della primavera dell’867 che Ludovico avviò la sua azione contro l’Emirato di Bari. Immediatamente pose sotto assedio Matera e Oria, conquistate  e date alle fiamme. Matera fu rasa al suolo. Ciò potrebbe aver creato gravi difficoltà ai collegamenti fra Bari e Taranto, l’altro insediamento musulmano nell’Italia meridionale. L’attacco congiunto fu programmato per la tarda estate dell’869 e Ludovico rimase a Benevento per pianificarlo per la fine di giugno. Nell’870 i musulmani baresi si spinsero molto lontani dalle loro basi per condurre le loro razzie, fino alla penisola del Gargano e al Santuario di Monte Sant’Angelo. L’Imperatore Ludovico organizzò una risposta, combattendo in profondità all’interno della Puglia e della Calabria ma oltrepassando i maggiori centri abitati come Bari o Taranto. Pochi centri urbani furono in apparenza liberati dal controllo islamico e le varie formazioni armate dei musulmani che s’incontrarono furono senza eccezioni sconfitte. Incoraggiato probabilmente da questi successi, Ludovico attaccò Bari con una forza terrestre composta da Franchi e Longobardi, aiutato da una flotta croata.

Nel febbraio dell’871 la cittadella di Bari cadde e Sawdan fu catturato e portato in catene a Benevento dall’imperatore Ludovico II.